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Marcantonio Maldotti

Marcantonio Maldotti was born in Guastalla on 25 August 1721 into a family of public officials and clergymen. After completing his early studies in his hometown, he decided to move to the seminary college in Reggio Emilia, less because of a vocation to the priesthood than because it was a place where the “human sciences” (philosophy, logic, physics, metaphysics and moral philosophy) were taught, subjects that interested Marcantonio greatly. At the age of 17, he discussed his first challenging philosophical thesis at the college. During this period, he was introduced to the court of the Gonzaga family in Guastalla, where the last duke, Giuseppe Maria, ruled. Giuseppe Maria had married Maria Eleonora Carlotta, a German noblewoman and daughter of the Duke of Schleswig Holstein. Marcantonio corresponded with the duchess until her death in 1769, by which time she had been back in Germany for several years. The young scholar did not stay long in Guastalla, as he moved to Parma to devote himself to the study of mathematics. In 1741, at the age of twenty, he took part in a public debate on mechanics, navigation and geography, covering 113 questions, at the Academy of the Jesuit College. After a brief return to the court in Guastalla, he went back to Parma and remained there until 1746 to study law. In 1747, he left for Rome with a letter of reference from the duchess. Here he continued his studies and made contact with ecclesiastical figures (the cardinals Corsini, Clementi, d’Este and Valenti), with who he corresponded for many years. In 1748, he returned to Guastalla and decided to enter the clergy. He was ordained a priest on 20 September 1749. In 1756, he moved to Reggio Emilia, where he led a very secluded life. He first lived in a clerical boarding school, then in the Seminary College and, finally, in a modest rented house, devoting himself to his priestly ministry, his studies and also to poetry (he was a member of several academies).

A correspondence with Father Bartolomeo Maria dal Monte di Bologna attests to Maldotti’s aspiration to become a missionary preacher and spiritual director. He was held back in this ambition by the difficulty of performing the task of confessor, an essential duty for a missionary, in addition to many scruples linked to his character, less inclined towards an active life and more towards a contemplative and intellectual one. He cultivated the passion for books that had begun in his youth and continued to buy them, adding to the original core of his library, which had been left to him by his uncle and aunt, who were canons of the cathedral. One element of disturbance in his peaceful existence was the financial difficulties of his sister and nephews, who he tried to help, without giving up the modest annual allowance of 100 florins that he had reserved for himself from his father’s inheritance (most of which he had given to his closest relatives). In the last years of his life, he found himself involved in the great turmoil generated in Reggio Emilia by the arrival of the French, with the establishment of the Reggio Emilia Republic, later the Cispadana Republic. The radical reforms introduced by revolutionary legislation forced him to participate in patriotic demonstrations and ceremonies, he had to be replaced in the performance of his military duties and was forced to host soldiers passing through his apartment, which was overflowing with books. He died on 14 August 1801 of a stroke.

HISTORY OF THE LIBRARY

La biblioteca nasce per volontà di Marcantonio Maldotti che, nel suo testamento del 1791, lascia ai cittadini di Guastalla un patrimonio librario di circa 5.000 volumi. L’istituzione da lui ideata dovrà essere gestita da una Congregazione che veda rappresentate in modo equilibrato sia l’autorità religiosa, sia quella laica della città. I membri dovranno essere cinque: l’Abate di Guastalla, un rappresentante del duca di Modena, il Parroco, un rappresentante del Capitolo della Cattedrale, un rappresentante della Comunità. Questa indicazione così rigorosa farà della Biblioteca Maldotti, lungo tutta la sua storia, un ente di proprietà e gestione condivisa fra la diocesi e il comune.
Il fondatore muore il 14 agosto 1801. I libri vengono trasferiti dalla sua casa di Reggio Emilia a Guastalla, in una sala al pianterreno del Palazzo Ducale, quasi un anno dopo, il 31 agosto 1802. Inizia così la lunga ricerca di una sede adeguata e stabile per la biblioteca, che aprirà al pubblico soltanto nel 1817 in alcuni ambienti dell’ex convento dei Servi di Maria (dove il materiale è stato trasferito già dal 1804).
Quarant’anni dopo sarà completata la trasformazione dell’ex chiesa di San Luigi, appartenuta in precedenza ai Gesuiti, in un nuovo edificio progettato espressamente per ospitare la ormai prestigiosa istituzione cittadina. Il trasferimento definitivo nella nuova struttura, ubicata nell’attuale Corso Garibaldi (al numero 54), avviene nella primavera del 1857.
Il patrimonio lasciato da Marcantonio Maldotti viene costantemente accresciuto e alimentato nel tempo, attraverso l’acquisto dei fondi librari degli ordini religiosi soppressi in epoca napoleonica e grazie a continue donazioni da parte dei cittadini.
Una ventina di incunaboli, oltre millecinquecento cinquecentine, edizioni di pregio dei secoli successivi (circa 100.000 volumi), nonché un ricco fondo moderno di opere relative, in particolare, alla storia dell’arte e a quella del territorio, sono quanto la Biblioteca Maldotti offre oggi agli studiosi. Essa conserva inoltre importanti archivi, fra i quali il più noto e consultato è il Fondo Gonzaga, contenente documenti della famiglia che resse Guastalla dal 1539 al 1746. Ai libri e al materiale manoscritto si aggiungono cospicue raccolte di stampe, gride, monete, medaglie, erbari, fotografie, manifesti. La complessità e l’importanza del patrimonio che conserva fa di questa biblioteca, coi suoi archivi e le sue collezioni, un oggetto di interesse per ricercatori di tutto il mondo. Lo scambio di informazioni e documenti con specialisti delle più diverse discipline attraversa l’intera storia della Maldotti e ne caratterizza l’attività attuale. Sul territorio essa rappresenta un costante punto di riferimento per studenti universitari, cultori di storia locale, storici dell’arte.

In anni recenti la biblioteca propone alle istituzioni scolastiche visite guidate e laboratori, che portano bambini e ragazzi ad avvicinarsi attivamente al patrimonio storico, artistico, documentario. Offre inoltre percorsi di alternanza scuola-lavoro agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e la possibilità di svolgere il tirocinio agli universitari. Ha dato vita a un circolo fotografico e a un circolo musicale. Organizza cicli di conferenze molto partecipate. La biblioteca, soprattutto nell’ultimo decennio, si muove in un’ottica di promozione della cittadinanza attiva e di sensibilizzazione delle giovani generazioni verso i beni e le risorse culturali del territorio. Promuove la pubblicazione di studi e ricerche connessi soprattutto con la storia e i beni artistici della città. Ha avviato di recente la digitalizzazione (con la conseguente pubblicazione in rete) di alcuni periodici locali del XIX e XX secolo.

HISTORY OF THE BUILDING

L’origine dell’attuale sede della Biblioteca Maldotti è strettamente legata alla presenza dei Gesuiti a Guastalla e al complesso architettonico della chiesa di San Luigi, che costituiva il fulcro del loro insediamento urbano. I Gesuiti, come in molte altre città italiane, svolgevano un ruolo centrale nella vita culturale ed educativa, e il loro complesso comprendeva non solo la chiesa, ma anche spazi destinati all’insegnamento, alla residenza e allo studio.
La chiesa di San Luigi presentava una struttura ampia e articolata, che in seguito si rivelò particolarmente adatta a essere riutilizzata per funzioni culturali. Con la soppressione della Compagnia di Gesù nella seconda metà del Settecento, l’edificio perse la sua funzione originaria e venne progressivamente riconvertito ad altri usi. In questo contesto si inserisce la nascita e lo sviluppo della Biblioteca Maldotti, che trovò proprio negli spazi dell’ex complesso gesuitico una sede adeguata.
Il riuso della chiesa comportò però trasformazioni architettoniche profonde, soprattutto negli spazi interni. La grande aula sacra, originariamente concepita come luogo di culto, fu adattata alle esigenze di conservazione libraria: in particolare, la realizzazione della sala di conservazione al primo piano modificò in modo significativo la percezione dello spazio. Furono costruite nuove murature, innalzato il piano di calpestio e ridefinite le volumetrie interne, fino a rendere l’antica chiesa quasi irriconoscibile nella sua funzione originaria.

Nonostante questi interventi, la struttura dell’ex chiesa continuò a influenzare le scelte progettuali successive. Le grandi dimensioni dell’aula, l’altezza degli spazi e la disposizione dei volumi interni rappresentavano al tempo stesso una risorsa e una criticità: se da un lato permettevano di ospitare grandi quantità di libri e scaffalature, dall’altro rendevano necessario un costante controllo statico e manutentivo, soprattutto per quanto riguarda solai, coperture e pareti portanti. Nel corso del Novecento, in particolare con gli interventi del 1933-1934 e poi con quelli di consolidamento del 1992-1993, l’eredità architettonica della chiesa di San Luigi venne affrontata con maggiore consapevolezza. Gli interventi più recenti, infatti, non miravano più a trasformare radicalmente lo spazio, ma piuttosto a leggere e governare le vulnerabilità derivanti dalla sua storia, rispettando la stratificazione dell’edificio e la sua origine ecclesiastica. In questo senso, l’ex chiesa di San Luigi rappresenta un caso emblematico di riuso di un edificio religioso a fini culturali, in cui la memoria della presenza gesuitica rimane inscritta nella struttura stessa dell’edificio, pur a fronte delle profonde trasformazioni funzionali. La Biblioteca Maldotti si configura così non solo come luogo di conservazione del sapere, ma anche come testimonianza materiale della continuità storica e della capacità di adattamento del patrimonio architettonico guastallese.

Library rules

Library pubblications

The Maldotti Library promotes the publication of works related to the history and artistic heritage of the area. The volumes published to date, available at our library, are:

Guastalla, Dal dialetto guastallese alla lingua nazionale (rist. 1971)
Cronache guastallesi tratte dagli Archivi della Biblioteca Maldotti,cur. E. Bertazzoni (1991)
S. da Campagnola, I Cappuccini a Guastalla dal Cinquecento all’Ottocento(1991)
A. Mori, Opere scelte di Anselmo Mori. Note storiche intorno a Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla (1997)
I giorni di Guastalla nel Settecento, cur. E. Bertazzoni (1998)
R. Tamalio, Francesco Gonzaga di Guastalla, cardinale alla corte romana di Pio IV, nel carteggio privato con Mantova 1560-1565 (2004)
E. Bertazzoni, Le Confraternite cappate a Guastalla (2005)
G. Bellani, Don Guerrino Cavazzoli: una vita per i giovani (2005)
R. Tamalio, Gianvincenzo Gonzaga di Guastalla, cavaliere all’ordine di Malta, cardinale e priore di Barletta 1540-1591 (2006)
G. Bertini, Ottavio Gonzaga di Guastalla. La carriera di un cadetto al servizio della monarchia spagnola 1543-1583 (2007)
E. Bertazzoni, Il monastero di San Carlo in Guastalla e le giovani Gonzaga (2008)
G. Bellani, Tesori piccoli in grande (2008)
G. Bellani, Così nel Santuario ti ho cercato: guida del Santuario nel terzo centenario della dedicazione 1709-2009 (2009)
G. Bellani, Fortiter et suaviter. Il vescovo Giacomo Zaffrani. Una memoria dell’XI vescovo di Guastalla a 50 anni dalla scomparsa (2010)
La pietra di luna si fa preghiera. Paliotti d’altare in scagliola carpigiana nel territorio della ex Diocesi di Guastalla (2010)
Biblioteca Maldotti. Duecento anni di storia 1817-2017, cur. D. Salomoni (2017)
Quadreria Maldotti: Guastalla, Palazzo Ducale, cur. I. Cantoni (2019)